giringiri

I Jadransko plavo more*

Questo post parlerà di turismo dal punto di vista dell’utente. Non sono una esperta in materia, e potrei dire castronerie. Ma osservo bene, da anni, e non sparo giudizi affrettati. Se le castronerie permanessero, c’è spazio nei commenti.

A parte una parentesi lunga che mi parve lunghissima (1991-99), qualche giorno in Croazia d’estate lo passo sempre. La combinazione è campagna dalla nonna poco poco nell’entroterra (la casa di sempre, la gatta di sempre, vegetazione selvaggia che si mangia tutto e tanta desolazione) e poi mare in case in affitto (casa nuova, padrone di casa nuovo, costa nuova o isola nuova: sono una novelty seeker anche nei Balcani).
E in questi anni ho maturato una idea con tanti alti e altrattanti bassi di una vacanza in Croazia. Non tanto per me che alla fine mi arrangio. Quanto per un turista-tipo italiano con gusti non dissimili dai miei (un mio amico ipotetico che preferisce le rocce o i ciottoli alla sabbia).

Madonna corsara.

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All’arrembaggio!

(1) Il turismo in Croazia è –ovviamente– una delle industrie centrali dell’economia (se non “la più”). Ebbene: non si direbbe. Poco altro al mondo c’è di così male organizzato, per niente gestito, lasciato al caso, non valorizzato. Immagino esisteranno associazioni di albergatori, operatori del turismo, agenzie di viaggi, organizzatori di escursioni. Lo immagino. Ma il loro operato è invisibile. Quando arrivi non hai la sensazione che ci sia un piano, ti sembra sempre che qualsiasi attività interessante o luogo piacevole da visitare sia inaccessibile, come se avessero fatto di tutto per nascondere i propri tesori, anziché esporli davanti ai tuoi occhi, spiegarteli, metterli a tua disposizione.

PLUS | Le nuove autostrade hanno cambiato totalmente e in meglio l’accessibilità del Paese.
MINUS | Le nuove autostrade tagliano fuori Knin e non li perdonerò mai per questo.
DRITTA | Da Rijeka a Senj è meglio fare la statale e poi riprendere l’autostrada (occhio solo ai tornanti che da Senj salgono al cielo!).

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Casa dolce casa

(2) In Croazia ci sono pochi alberghi rispetto al numero di visitatori. E i pochi che ci sono o son cadenti o son degli ecomostri osceni. Come quando ero piccola io, il modo migliore per farsi le vacanze al mare è affittare un appartamento o una soba (una camera) dai privati. Bene! Si sta comodi, si ha un contatto più caldo e informale con gli indigeni rispetto all’alloggio in hotel, ma c’è un numero infinito di ma. Non c’è un portale unico di gestione e prenotazione. Magari nazionale sarebbe ingestibile, ma regionale sarebbe fattibilissimo (Istria, Quarnaro, Dalmazia nord centrale sud, isole maggiori). Risultato: ogni proprietario ha il suo sitino scemo, ogni Comune ha il suo sitino scemo dove fa tutto male, le grandi agenzie se ne approfittano con percentuali molto alte. L’anno scorso mi sono servita di Adriatic.hr e mi sono anche trovata bene (gestiscono tutta la costa, ti scrivono in un dignitosissimo italiano, ti pagano l’autostrada, ti fanno lo sconto se torni l’anno dopo). Però fanno una “cresta” notevole che incide poi sul budget della vacanza, rendendo vano il contatto diretto con l’affittuario. Il proprietario della casa su Dugi Otok dello scorso anno mi disse “Ah, se mi telefonava direttamente ve la davo per un terzo in meno della cifra”. E come ti chiamavo, zuccone di un ubriacone, se non ti fai trovare in rete in modo sensato? Quest’anno ho prenotato con Airbnb (usato già tre volte, sempre con successo): tutto ok, ma non potevano consorziarsi e fare una cosa simile già 10 anni fa Made in Croatia?

PLUS | Se siete già in loco senza prenotazione, gli onnipresenti turist birò (scritto in genere così) sono storicamente efficienti.
MINUS | Non ci sono quasi alberghi a Knin, ma non trovo un motivo per consigliarvi di pernottarci.
DRITTA | Se però vi siete persi e siete finiti a Knin, salite almeno sulla Tvrđava –la fortezza– e godetevi lo spettacolo della Dinara, la (mia) montagna che noma le Alpi Dinariche.

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Facciamo un giringiro

(3) L’apoteosi dell’improvvisazione e della disorganizzazione per me è nelle migliaia di escursioni, gite organizzate, visite guidate per le Kornati, per la Blue Cave su Vis, per il Park Krka (il mio fiume!), per qualunque destinazione. Ci sono migliaia di agenzie con cartelloni fatti come in quinta elementare che disturbano la tua passeggiatina serale sulla riva –il lungomare croato– per proporti gite per l’indomani, con orari improbabili e in mezzo a un mare di cinnazzi urlanti. Sono in genere giri senza valore aggiunto, in cui vieni sbatacchiato da una parte all’altra del tragitto senza alcun senso, come in un percorso per carcerati. Sono esperienze da anni Settanta, o da Bali, dove almeno sei giustificato dall’essere dall’altra parte del mondo e senza conoscere la lingua. Il mio consiglio è di non farle. Ma davvero non mi capacito che ancora nessuno abbia messo in piedi un’offerta nuova, diversa, più vicina alla sensibilità contemporanea, e possibilmente popolare nel senso bello del termine: i ricchi si sono presi già tutto il prendibile, non necessitano di altri servizi ad hoc a peso d’oro.

PLUS | La Blue Cave su Vis è uno splendore nonostante la pressione turistica.
MINUS | Alla Blue Cave non si può fare il bagno, non si può usare il flash, non si può fare niente.
DRITTA | Visitate la Blue Cave nelle prime escursioni del mattino (tipo alle 9), e meglio in canoa che in barchetta.

[con un po’ di fantasia] La Blue Cave.

*

Che fame!

(4) Non direi mai che in Croazia si mangia male. Anzi. Però io sono quella che mangia tutto, ovunque, senza mai mai mai avere nostalgia degli spaghetti o della pizza. Quindi sono un po’ inadatta per parlare dell’argomento. Mangiare fuori è un’attività a cui i croati si dedicano meno degli italiani, pur avendo una passione non dissimile per il cibo. L’innovazione –a parte rari casi– è inesistente. Avete presente quando consigliate a un amico “un posticino” dove siete sicuri si troverà benissimo? Ecco, “da me” non c’è nulla di simile. I ristoranti sono anonimi e un po’ freddi, è facile pagare più di quel che il posto e il cibo valgono. E francamente senza conoscere la lingua mi sentirei molto a disagio. Cosa che non mi è successa neanche in altri paesi della penisola balcanica (a Sofia, per dire, dove sono molto più carini). E poi ci sono dei misteri assoluti. Perché il gelato fa pena? Possibile che nessuno abbia fatto un corso non dico in Sicilia, ma a Bologna, dove il livello delle gelaterie artigianali è stratosferico?

MINUS | In Croazia la pasta sarà quasi certamente scotta, e quasi certamente di grano tenero (pure la Barilla, che non spreca il suo grano duro per chi tanto non apprezza).
PLUS | Potete vivere benissimo dieci giorni senza pasta: varietà!
DRITTA | A Brodarica sulla Magistrala (la “nostra” statale adriatica) vicino Šibenik Zlatna Ribica; sull’isola di Vis Roki’s (ma prenotate il giorno prima!); sull’isola di Šolta Šišmiš (vale anche solo per il nome assonante!).

*

Ti va un caffè?

(5) Ho capito che in Croazia il bar è bar e al kafić non puoi ordinare nulla da mangiare (si fa così da sempre: punto). Ma possibile che a nessuno venga in mente di aprire anche solo per la stagione un bar pasticceria dove puoi fare colazione nello stesso posto? Dove puoi inzuppare la tua makovnjača nel veliki makiato (un dolce ai semi di papavero nel caffellatte) senza dover prima passare dal panificio, fare la coda, arrivare al bar, aspettare da bere e fare finalmente una specie di prima colazione?

PLUS | Se per caso il padrone della casa in affitto o un altro indigeno vi invita a prendere un caffè a casa, quasi certamente sarà turco: un’esperienza da fare!
MINUS | Non tutti leggono o sanno leggere i fondi del caffè turco, non ci spererei troppo (ma se volete ve li leggo io!).
DRITTA | Aspettate che il fondo del caffè si sia depositato (vari minuti), e restate seduti almeno tre quarti d’ora: non fatemi fare brutta figura!

*

Iugoslavia che?

(6) Ok, you’re proud to be croat: who cares? Per me il nazionalismo è il male e in Croazia si taglia (ancora) a fette col coltello. Intendiamoci, riservo un trattamento paritario a tutti i nazionalismi dei nuovi Stati. Ho assistito a una festa ordotossa con bandiera serba di mille metri sul campanile e l’ho trovato agghiacciante. Ma è di Croazia che stiamo parlando, no? Quindi questo “orgoglio” sbandierato senza stile, questi scacchetti onnipresenti di cattivo gusto, questa assenza di umiltà e senso della misura mi danno davvero noia. E ingegnarsi per cancellare settanta anni di vita comune mi pare energia sprecata. Ma magari sono io che la vivo male, non so. Magari a voi pare tutto normale. Meglio così.

PLUS | Tanta tanta gente crede che la guerra sia stata un prezzo troppo alto da pagare per l’indipendenza e ha rapporti civili e cordiali con gli altri ex iugoslavi.
MINUS | I nazionalisti beceri ci sono e possono esserlo alla luce del sole.
DRITTA | La grotta su Vis da cui Tito guidò la Resistenza iugoslava è tenuta bene e visitabile: molto suggestiva.

[con un po’ di fantasia] La Blue Cave.

*

Više cvijeća, manje smeća

(7) Anni fa, durante una delle prime ri-vacanze (post belliche) in Croazia con la mia famiglia, imperversava uno spot terrificante cantato da quelli che mia sorella chiamava “i bambini di hitler”. Faceva così:

Lijepa naša Hrvatska, Hrvatska, Hrvatska | O nostra bella Croazia (è l’incipit dell’inno nazionale)
i obala jadranska, jadranska | e bella costa adriatica
*i čisto plavo more | *e pulito mare blu
s više cvijeća manje smeća. | con più fiori e meno sporcizia (verso con rima interna).

Mi secca osservare che l’ambientalismo in Croazia è poco diffuso e praticato. Non che sia sporca, ma è stupidamente trascurata. E tutto il verde che c’è, gli spazi sterminati completamente incontaminati sono poco valorizzati.

PLUS | Se andate a visitare il Nacionalni Park Krka e le sue pazzesche cascate, fate altri 20 km verso l’interno, e scoprirete la sorgente incredibile della Krka!
MINUS | Visitando le sorgenti della Krka vi sarete ritrovati a Knin. La desolazione.
DRITTA | Già che siete lì, mettete i piedi in fresco e comprate delle trote vive all’allevamento lì: è una specie endemica (e deliziosa alla griglia).

*

Temo di aver fatto più critiche che complimenti alla mia altra “casa”. Ma non datemi troppo retta. Una vacanza in Croazia non si dimentica facilmente. A meno che non siate “tipi da spiaggia”!

* * *

Postilla per @giuliabalugani. Per sapere dove andare, devi almeno saperlo dire!

Dalla vetta di Vis.

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10 thoughts on “I Jadransko plavo more*

  1. Hvala. Post bellissimo, che non sarebbe mai potuto essere scritto da un turista straniero come me. Se mi permetti solo alcuni appunti:
    1) una volta nella vita bisognerebbe provare anche da Senji a proseguire costeggiando fino a Zara, trattenendo il fiato per gli strapiombi sul Velebit.
    2) A saperlo prima di Knin una delle varie volte che sono arrivato a Skradin per le cascate mi ci facevo portare :-)
    4) Aggiungerei Rajko ad Iz Veli e Kankun a Vis. Inoltre a Sali (Dugi Otok) il gelato è buono come una scadente gelateria di Bologna (che per i loro standard significa in effetti alta pasticceria)
    :)
    Doviđenja

  2. Juri ha detto:

    Nelle mie tre vacanze in Croazia ho dei bei ricordi: Plitvice mi è rimasta nel cuore (epoca preguerra, non so se è ancora così) come Krk, nelle altre due ho visitato più che altro l’Istria, mangiando sempre bene tra l’altro (e senza pasta) apprezzando quel piccolo campeggio selvaggio nella pineta (dove metto la tenda? Dove vuoi. E l’auto? Dove trovi posto….. libertà-anarchia bellissima).
    MINUS: ho sempre trovato gli abitanti poco inclini a socializzare e “spendersi” per il turista e considerando quel che il turismo potrebbe portare in dota al paese mi pare veramente di buttare un’occasione.

    • Grazie, Juri. Mi riconosco totalmente nel tuo commento! :) (Plitvice è ancora tenuto molto bene, anche se per me i parchi naturali “con passerelle” hanno meno fascino; ma è una mia preferenza.)

      • Mattia ha detto:

        Ciao, ho una domanda molto stupida: come fai a decidere il genere dell’articolo italiano da mettere di fronte a una parola croata?

        • Ciao Mattia, la domanda non è stupida manco per niente, ma non sono certa di saper rispondere. Quando il genere del sostantivo coincide (femminile con femminile; maschile o neutro croato con maschile), il problema non c’è. In famiglia ci capita di fare dei mischioni, perché magari in un attimo di sbandamento viene prima la parola in croato che in italiano. “Passami una jabuka (una mela) / un nož (un coltello)”. Quando però i generi non coincidono, non saprei. A me verrebbe da dire “Ti consiglio di leggere questa knjiga (questo libro)”. Ma non so se è corretto. Con l’inglese, per esempio, si tende a mantenere l’articolo dell’ipotetico equivalente italiano. “Ti mando una email (una lettera elettronica)”. Ma credo la regola non sia così ferrea. Ti ho risposto? :)

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